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Kup Manduk - Frammenti di un'anima

Come si fa a non vedere un elefante nel salotto.
August 20

Wyoming Group – il Gioco.

 

Wyoming Group – il Gioco.

Istruzioni per l’uso

 

 

Leggere attentamente le istruzioni e assicurarsi che nella confezione siano presenti:

 

Il tabellone con Le Terre

  1 Dado                              

  9 carte “Personaggi Umani”

17 carte “Personaggi Magici”

23 carte “Oggetti”

 

 

Antefatto:

 

- Tratto dal manoscritto di uno dei Nove Cavalieri del Wyoming. -

 

Successe che in una casa molto vicina, nacque un bambino senza neanche un capello, un bambino di nome Xavier, un bambino molto in carne, grasso, per la precisione.

Successe che il vino era tanto, le ore poche e che il  Wyoming era molto più vicino di quanto lo si pensasse, ammesso che qualcuno si fosse mai posto il problema.

Successe che passare sei ore guardando Batman parve a tutti una buona idea e che partire a notte inoltrata lo fosse ancora di più.

Successe che l’Oscuro Signore stava già tessendo la propria trama, e preparando le proprie bambole, e che quell’abusiva casa bianca senza mobili né acqua sembrò a tutti un paradiso per il solo fatto che lì, in una stanza vuota, c’era un’amaca.

Ci sistemammo tutti, noi, l’ologramma, le chitarre,e  un ipotetico cugino invisibile di nome Burino.

Tutti consenzienti quando comprammo 200 litri e mezzo di un vino orribile, e tutti contenti a mangiare la pizza ignari di quanto sarebbe diventata fastidiosa quella parola di lì a qualche giorno.

Mentre le casse dell’autoradio proponevano un reggae molto azzardato, e ci illustravano gli effetti collaterali della castrazione, noi procedevamo a sud. Sempre a sud.

 

 

Storia:

Nove Cavalieri Umani vagano verso sud, nelle terre oscure per riaffermare il proprio dominio. Il loro compito sarà quello di resistere alle tentazioni che l’Oscuro Signore seminerà durante il loro viaggio.

 

 

Carte “Oggetti”:

 

Macchina fotografica

Fidanzata

Macchina 1

Macchina 2

Macchina 3

Chitarra 1

Chitarra 2

Cd Reggae

Sfondo di Giorgia Surina

Il “Panama”

Portafoglio

Occhiali da sole

Pallone

Pozione multipla

Spilla

Barca

Latte scaduto

Telefonino

Motorino potentissimo

Sturalavandini

Corallo

Vino

Piadina Fantasia

Scacciapensieri

 

 

Carte “Personaggi Umani”:

 

Il Giapponese: é = Il personaggio ha capacità d’approccio con qualunque Personaggio Magico, e può immortalare ogni situazione e consultarla tempo dopo.  ê = E’ attratto da un campo gravitazionale proveniente da una città chiamata Noto: ogni volta che al giocatore esce il numero 4, deve tornare indietro di 3 caselle. Oggetto affine: la Macchina Fotografica.

 

Il Pugile: é = Ha il dono di comprendere e parlare qualunque lingua all’interno delle Terre Oscure ed entrare in combutta con i Personaggi Oscuri per ottenere favori. ê = Le prime due volte che si tira il dado, il personaggio si muove istintivamente verso la casella “Roghudi”. Oggetto Affine: Il Cd Reggae.

 

Burino: é = E’ il prototipo di “Fisico Salentino”. Ha il dono di mimetizzarsi con la vegetazione. Ha un superpotere vocale: appena dice la parola “La pizza”, tutti gli avversari si arrendono e chiedono pietà. ê = Appena entra in contatto con l’oggetto affine, scompare. Oggetto affine: Il Telefonino.

 

Tom hanks (o Vitello Grasso): é = Ha uno strato protettivo superiore a tutti gli altri personaggi, di una particolare fibra terrestre. È il personaggio più adatto a rispondere agli indovinelli. ê = In caso di richiesta di sacrificio umano da parte del Signore del male, lui è il prescelto. Oggetto affine: La Macchina.

 

Ben stiller ( o Ologramma) : é = Il personaggio può comparire e scomparire a suo piacimento e può simulare vocalmente qualunque personaggio. ê = Non capisce un cazzo. Oggetto affine: il personaggio non sa cosa vuol dire “affine”.

 

Il Chitarrico (o Menestrello): é = Riesce ad abbindolare i propri avversari con l’utilizzo della musica, e nel momento opportuno un’onda energetica parte dalla stempiatura e disintegra gli avversari. ê = A contatto con vino poco pregiato si trasforma in Indiana Jones. Oggetto affine: la Chitarra.

 

Il Giullare ( o Pazzo): é = Questa carta è divisa in 7 personalità. Il giocatore in base ad ogni situazione può usare a proprio piacimento la parte di personaggio che più si adegua alla situazione. Ha il potere del Rutto con il quale sconfigge gli avversari. ê = Se si sceglie la personalità che non supporta la modalità “Rutto”, il personaggio si autodisintegra e il giocatore perde. Oggetto affine: il “Panama”

 

Tom Cruise: é = E’ uno dei personaggi più forti. È capace di attirare a sé molti Personaggi Magici e renderli vulnerabili. ê = Non sa rispondere agli indovinelli e alle domande retoriche di qualunque personaggio. Oggetto affine: Occhiali da sole.

 

Il Navigatore: é = Conosce a memoria la mappa delle Terre Oscure e la rielabora a proprio piacimento. Veloce e prestante nel fisico. Ha il potere di gestire il denaro di tutti i Personaggi Umani. ê = Cambia frequentemente qualunque idea su qualunque argomento. Oggetto affine: il Portafoglio.

 

 

Carte “Personaggi magici”:

 

Lu Pilu: E’ il terribile Signore Oscuro, e domina ormai quasi tutto il Mondo. La sua fortezza risiede nel luogo “Porto Cesareo”, ha moltissime schiave e aiutanti.

 

La Fica Tatuata: Questo personaggio non compare mai, ma semina il percorso di avvertimenti. L’unico Personaggio Umano in grado di entrarvi in contatto è “Il Pugile”.

 

La Pubista: Personaggio cattivo e astuto, è uno dei fidati cavalieri del Signore Oscuro. Ha il potere di incantare e di penetrare i sogni, ha un aspetto cordiale e amabile, ma il suo obiettivo primario è non far uscire i propri nemici dalle Terre Oscure. Si incontra nella casella 4. Oggetto Oscuro: la Pozione multipla.

 

Camilla: Servo del S.O. , ha un potere vocale: se dice la parola “Otto Maschi!” tutti i personaggi perdono 5 Punti Resistenza, ciò vuol dire che sarà più facile nei turni successivi perdere l’oggetto “Fidanzata”.

 

La Giostraia: Al servizio del S.O. : Se incontra questa carta, il giocatore rimane imprigionato nella giostra fino a quando non esce il numero 2.  Con questa carta, il personaggio “Il Pugile” salta un turno. Oggetto Oscuro: la Spilla.

 

Il Barcarolo: Magia Bianca: Chi incontra questo personaggio e fa un punteggio dispari salta una delle prime 5 caselle. Oggetto bianco: la Barca.

 

Giglio Tigrato: Servo potentissimo del signore oscuro, se entra in contatto con l’oggetto “Telefonino” è in grado di disintegrare qualunque avversario. Particolarmente dannosa per il personaggio umano “Burino”. Oggetto Oscuro: il Telefonino.

 

La Suora: Magia Bianca, appartiene al popolo dei Nani. 2 Punti Sorriso.

 

Il Vecchio: Questo personaggio ha il compito di proteggere durante la permanenza nella casella. Con questa carta il Signore Oscuro non può colpire.

 

Il Cugino: Personaggio della Magia Bianca, con esso si guadagnano 2 Punti Cultura ma si perde un turno. Oggetto Bianco: Il motorino potentissimo.

 

I Sovrani dell’Agriturismo: Servi della Magia Bianca. Sono i Sovrani di una parte di Sciacca. Sotto la loro protezione il Signore Oscuro non può colpire. Oggetto Bianco: lo Sturalavandini.

 

Le Otto donne: Sono al servizio del Signore Oscuro, sette di loro sono mute, solo una di esse parla. Sono innocue, tranne per il personaggio “il Giapponese” che con questa carta guadagna 5 Punti Autostima, ma se tira il numero 6 ne perde 10.

 

Il Negoziante di Souvenir: Personaggio servo della Magia Bianca. La sua carta alza tutti i punteggi di 2 punti. Oggetto Bianco: il Corallo.

 

L’Oste: Magia Bianca: il giocatore che entra in contatto con questa carta potentissima guadagna 5 Punti Vita e 4 Punti Sorriso. Oggetto bianco: Il vino.

 

La Guida: Magia Bianca: Tutti i personaggi guadagnano 5 Punti Cultura. Nota: Il personaggio che possiede l’oggetto “Macchina Fotografica” e lo usa con questo personaggio, perde un turno.

 

I Baristi: Personaggi ambigui: questa carta fa guadagnare 2 Punti Vita ma fa anche perdere 2 Punti Autostima.

 

Il Venditore di Scacciapensieri: Personaggio Ambiguo: Quando questo personaggio usa l’oggetto “Scacciapensieri” il giocatore è protetto dalle tentazioni del S.O., ma perde un turno. Oggetto Oscuro: lo Scacciapensieri.

 

 

 

Le Terre:

 

Porto Cesareo – Caselle 1-5:

E’ uno dei bastioni d’attacco più importanti delle Terre Oscure insieme a Lecce, dove regna il Signore Oscuro Lu Pilu. Avvicinarsi senza essere colpiti è un’ardua impresa. Le tentazioni per i Personaggi Umani sono molte, e spesso risentono di questa onda energetica anche i personaggi magici.

A questo luogo sono dedicate le prime 5 caselle, tutte caselle pericolose nelle quali si rischia di saltare parecchi turni o di perdere poteri. Se la permanenza in queste caselle dura più di dodici turni, il personaggio perde l’oggetto “Fidanzata”. Con punteggio pari nelle caselle dispari o viceversa, si incontra il Personaggio Magico “La Giostraia” (leggere sulla scheda dei personaggi). Nella casella 4 si incontra il personaggio “la Pubista”. Nella casella 2 “La Fica Tatuata”, nella 5 “Il Barcarolo”.

 

Craco – Casella 6:

Il paese fantasma: si narra che questo paese era un tempo abitato da umani. Essi però sfruttarono troppo avidamente il territorio, e la natura un giorno decise di spazzare via i parassiti.

Per tutti i Personaggi Umani e Magici è una casella innocua tranne che per il personaggio “Burino” che in questa casella salta un turno.

 

Roghudi – Casella 7:

Il secondo paese fantasma: Secondo un’ancestrale maledizione, nessun personaggio può entrarvi, ma è destinato a costeggiarlo senza mai accedervi. Solo i personaggi umani “Il Pugile” e “Burino” hanno il potere di varcare la soglia.

Tutti i personaggi su questa casella aumentano di un punto e arrivano direttamente alla casella 9 tranne Il Pugile e Burino.

 

Melito Porto Salvo – Casella 8:

Il paese esiste solo di notte. Con il sorgere del sole lentamente si disintegra. In questa casella i personaggi “il Chitarrico”, Il “Navigatore”,  “Il Giapponese” e “Il Giullare” guadagnano 2 Punti Vita ciascuno. Se ci si arriva con il numero 6, si incontra il Personaggio Magico “Il Vecchietto” che funziona come protezione dai personaggi oscuri per tutta la permanenza nella casella.

 

Nota: Se si arriva a questa casella tirando 1, 2 o 3 si perde l’oggetto “Macchina”.

 

Catania – Casella 9:

La Città salvifica e ristoratrice. In questa casella tutti i personaggi acquistano 5 Punti Vita. Se ci si arriva con i numeri pari si finisce nella parte della casella chiamata “Piattaforma” nella quale si perde l’oggetto “Fidanzata”, con numeri dispari si incontra il Personaggio Magico “Il Cugino” e il giocatore salta un turno.

 

Sciacca  - Caselle 10-15:

Il rifugio sicuro. In questo anfratto di mondo, i personaggi sono al riparo dalle sotterranee tentazioni del Signore Oscuro. Nella casella 13 però, i personaggi che arrivano con punteggio dispari, potrebbero perdere 1 Punto Autostima oppure l’oggetto “Fidanzata”. Nella casella 14 i personaggi “Il Pugile” e “Ben Stiller” perdono 4 Punti Autostima.  Nella casella 12 il personaggio “Burino” perde il suo oggetto affine.

 

Agrigento - Casella 16:

Questa casella è divisa in 3: Il Centro – Valle Dei Templi – San Leone. Con il punteggio 1 –3 –5 si finisce nella Valle  e si incontra il personaggio “La Guida” (Il personaggio umano Ben Stiller perde l’oggetto “Occhiali da sole”). Con 2-4  a San Leone 2 Punti Vita (Con l’oggetto “Piadina Fantasia” 5 Punti). Con 6,  Il Centro, il giocatore perde la partita, e viene gettato nell’oblio.

 

 

 

Assicurarsi che ci siano tutte le carte.

Assicurarsi che ci sia il tabellone.

Assicurarsi che ci sia il Dado.

Se il Dado non dovesse esserci, tornate dal vostro rivenditore di fiducia, oppure giocate un po’ come cazzo vi pare.

 

Buon Divertimento.

 

 

July 30

Scrivendo sui bordi

 

Questo sole finalmente estivo che illumina i cipressi intorno a noi e paradossalmente dona vita, insistentemente inclemente ci cuoce come salsicce alla brace.

“Non vorrei mai essere morto in questo posto”, mi dice Guybrush. E io annuisco.

Con un motorino e dei fiori in mano ci aggiriamo nella parte visibile dell’entroterra.

Ogni volta gli stessi movimenti, ogni volta una foto diversa. Non sempre una foto. Piccoli movimenti per persone lontane tra loro. Un fiore per te che hai letto il libro senza guardare la copertina, per te che eri bella, e non hai potuto fare “scelte sbagliate”, per te che non hai avuto orsacchiotti da stringere, né carezze da ricordare. E soprattutto per te, che il mio silenzioso ringraziamento è un gran bel girasole vicino ad una croce provvisoria.

Oggi sono qui con qualcuno che mi penetra le lacrime, con qualcuno che in maniera completamente diversa è l’ingrediente mancante delle mie ricette. Oggi siamo qui a ricordarci che una parte in cielo già ce l’abbiamo.

Nella mia testa ci sono consapevolezze diverse. C’è un possibile passato fatto di fatica, di scelte, qualcuna volontaria, qualcuna no. Un passato fatto di lavoro su lavoro, ma anche di soddisfazione, di persone nuove, di pizze al taglio in ufficio a orari improbabili, di piccoli gesti che portano a creare grandi cose, partendo dalla base. E poi una valigia con i primi vestiti rimediati e il ritorno alle cose semplici. Il prendersi poco sul serio, il giorno prima col completo elegante, il giorno dopo con le corna finte e i piedi nudi a entrare e uscire da un armadio di cartone.

E c’è un possibile futuro fatto di ignoto. Fatto di semi piantati, fatto di vecchie certezze, fatto di baci ancora nuovi e di un amore da coltivare.

A fare un bilancio di un anno così assurdo mi viene da lasciare un grande buco bianco al centro del foglio, ma riempire i bordi quasi da non capirci nulla.

E a furia di girare intorno al vuoto magari il bianco diventa meno visibile - ma sempre presente - .

Il sole comincia a superare il suo culmine, comincia a pendere dall’altra parte.

“Ogni volta c’è sempre più gente da venire a trovare” , mi dice Guybrush mentre usciamo da questo posto, senza più fiori in mano. E io annuisco ancora.

Poco prima dell’uscita, in una montagnola di terriccio, stanno crescendo piante nuove.

 

 

June 11

Fuori dal mondo incantato

 

Stanno chiudendo le porte, stanno spegnendo le luci.

Tra poco non ci sarà spazio per nient’altro.

Gente semi nuda cammina avanti e indietro frettolosamente.

I bambini gridano, le mamme li inseguono con gli ombrelli aperti.

Tra poco saliamo sulla giostra, allacciamoci bene, che stavolta il cannone ci butta lontano.

Allacciamoci bene, che magari riusciamo a vedere tutto il panorama che ci lasciamo alle spalle. E magari possiamo pensare che tutto quello l’abbiamo fatto noi, con fatica.

So che state aspettando. So che ci incontreremo senza parlarci, so che saremo in due istanti diversi, eppure entrambi nello stesso tempo.

Carichiamoci insieme, beviamoci su. Che se questa non va, è proprio finita.

Fuori dal mondo incantato, fuori dalle foreste e dalle corti, piove a dirotto. Piove su quella barca rovesciata, sui nostri vestiti dimenticati. Piove su questa paura che abbiamo e sull’euforia che ci farà dimenticare, che ci accompagnerà.

Piove sulla nostra voglia di fare, sulle litigate notturne, sulle risate, sul rischio di non farcela, sulle rinunce.

E io ti sto pensando come non mai. Mi sto chiedendo se è possibile fingere stati d’animo così diversi fra loro, se si è capaci di rendere felici quando là dentro nulla è più al posto giusto.

 

Manca poco.

Il trucco servirà a coprire le impronte lasciate dalle mie lacrime.

Sto per entrare. Stiamo per entrare.

Metterò tutto da parte e vi stupirò. Vi insegnerò qualcosa in questi abiti che non sono né da prete, né da professore.

Entrerò con questa parrucca nera, con questo vestito troppo lungo. E vi farò ridere.

Attorno a me i compagni di viaggio, non sono mai stato solo.

 

Avete riso. Per la prima volta. E ancora, di nuovo.

Riesco a scorgere il sorriso dei bambini che ci inseguono con lo sguardo, che stanno salendo con noi sulla giostra e accettano di farsi buttare lontano. E sento anche voi, che forse di salire non ne avete il coraggio, non tutti.

Sento voi che non conosco, e voi che mi amate. E sono qui anche per voi che non mi stimate, voi che chissà cosa pretendete.

 

Un bambino parla ad alta voce, una tenda si scosta, filtra la luce. Cade l’inganno. I mondi entrano in contatto, e ci sentiamo un po’ tutti burattini, un po’ tutti finti.

Arriva la realtà, e fa male. Solo era bello avere l’illusione, che magari lì, dove c’è il buio, c’eri seduta tu. Che mi guardavi, che guardavi solo me, come al solito.

 

Dura poco, torna il buio.

Tra poco c’è il momento che aspettavo. So che in fondo hai un posto privilegiato. So che qualunque cosa stia succedendo da quelle parti, tu hai me negli occhi.

 

E io nel cuore, sopra tutte quelle cose in disordine, ho te.

 

 

May 12

Versi di cemento e di vetro

 

Un grande temporale
per tutto il pomeriggio si è attorcigliato
sui tetti prima di rompere in lampi, acqua.
Fissavo versi di cemento e di vetro
dov'erano grida e piaghe murate e membra
anche di me, cui sopravvivo. Con cautela, guardando
ora i tegoli battagliati ora la pagina secca,
ascoltavo morire
la parola d'un poeta o mutarsi
in altra, non per noi più, voce. Gli oppressi
sono oppressi e tranquilli, gli oppressori tranquilli
parlano nei telefoni, l'odio è cortese, io stesso
credo di non sapere più di chi è la colpa.

Scrivi mi dico, odia
chi con dolcezza guida al niente
gli uomini e le donne che con te si accompagnano
e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici
scrivi anche il tuo nome. Il temporale
è sparito con enfasi. La natura
per imitare le battaglie è troppo debole. La poesia
non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi. 

                      "Traducendo Brecht",  Franco Fortini

 
A cercare di combattere la nausea sotterranea. Nessun sentimento deve superare la soglia di visibilità. L’odio è avversione, l’amore affetto. È tutto pacato e la medaglia si gira senza posarsi mai su un lato. Non si scopre nessuna delle due facce. I discorsi sono sempre vaghi, i buoni a volte ti feriscono, e con i cattivi intavoli amabili conversazioni. Né testa né croce. Cerco qualcuno a cui dare la colpa, ma sarebbe più semplice distribuirla in piccoli pacchetti regalo. Pacco anche per me.
Pacco anche per me che scrivo per sentirmi libero, che pigio tasti invece di urlare. Pacco per voi che forse non mi ascoltereste. Pacco per la scrittura che non cambia nulla, anche se aiuta a capire.
Qui dove loro cercano di farmi entrare nella loro pacata indifferenza, qui dove si lotta per distinguere un giorno dall’altro, qui dove il tempo è scandagliato, ma la luce no, qui dove fatico per non diventare una persona seria, tu prendimi per mano, e ricordami che l’amore, almeno quello, non ha orari. Aiutami a superare la soglia e a far si che per me la medaglia cada dal lato tuo. Aiutami a conservare me stesso, e non cambiarmi se non in meglio. Aiutami a fare sempre la scelta sbagliata, la meno conveniente e aiutami a sbilanciarmi, a non contenermi, a perdermi. Perché ci sono troppe barriere, perché a volte ti vengono imposte, perché a volte frenarsi è la soluzione più accettabile, ma non quella che si desidera. E io invece ho bisogno di perdermi in questo grande temporale.

 

 

April 17

Per qualcuno è primavera

 

Con la finestra d'acciaio che non si chiude neanche con quel calcio ben piazzato sulla cornice, entra quest’arietta di primavera un po’ piovosa un po’ splendente. Un po’ indecisa. In una stanzetta i faretti fissi uccidono i cambiamenti temporali e il rumore dei fax e dei telefoni mi fa pensare che questo sia il punto di non ritorno. Qualcuno qui vicino è perso alla ricerca della trovata di Marketing più geniale, della scelta del pacchetto più fastoso e conveniente.

Qualcuna passa la giornata a rispondere a una chiamata che non è mai per lei e queste fastidiose bocche meccaniche sputano a intermittenza documenti che verrano catalogati almeno in 3 luoghi differenti, per non essere probabilmente consultati da nessuno.

Ci sono in giro fogliettini pieni di numeri, esterni, interni, doppi. Liste di condivisioni, regolamenti, titoli nazionali, titoli internazionali, case di produzione, elenchi di attori.

C’è qualcuno che fuma tranquillamente, anche quando è vietato, qualcuno che durante le riunioni con grandi nomi con grandi giacche e grandi cravatte, e una bottiglia d’acqua a persona, si controlla il maglione liso e cerca di ricordare dove ha parcheggiato la sua bicicletta.

Qualcun’altra ha lasciato tutto questo e forse sta nuotando nella sua piscina e recuperando le ore perse a protocollare fogli.

Qualcuno ha sempre la testa tra le nuvole, sbaglia tutto.

Da qualche altra parte c’è una persona che funziona come una calamita, e si porta dietro tutti i pensieri. Una persona che è entrata di forza con un abbraccio, delle nottate svegli, e quel quadro di quel tale, che a guardarlo è sempre più bello.

Una persona che aspetta qualcosa, che ha voglia di avere e paura di perdere, paura di non essere totalmente contraccambiata.

Qualcuno gira con un telefonino e fissa appuntamenti in ogni parte del mondo. C’è attesa.

I tecnici dei computer si interrogano sugli ennesimi fallimenti.

Qualcuno si prende insulti da quella persona che desidera amare come forse non ha mai fatto e ha paura di farlo. Ha paura di un altro errore. E le parole non escono, e sono tutte là sotto. E fanno male, perché si accumulano, si mescolano sotto al cuore che sembra dover sbucare fuori da un momento all’altro. Sembra rompere gli argini. Come far capire a quello sguardo così bello, così indagatore e seducente, che basta solo quello per dimenticare ore passate a fare cose inutili.

Che la primavera è arrivata, non grazie al sole, ma grazie a quel corpicino da tenere stretto. Che forse non c’è niente di più vero di quelle mani che sudano ad ogni parola, e niente di più inutile di tutto il mondo che sta fuori quella macchina bianca con le portiere sempre aperte.

Che questo inizio, potrebbe ripetersi all’infinito senza mai un pentimento.

 

 

March 23

La pioggia, e la collezione di odori

 

Sono infelice e annoiata.

            Apro le ante del mio armadio segreto e cerco un odore che mi tiri su il morale.

            Odore numero 1: nonna

            Odore numero 33: Fabiola.

            Odore numero 79: Gianni.

            Odore numero 401: Barbara.

            Odore numero 489: Marco P.

            Odore numero 777: Claudio.

            Odore numero 903: Pier.

Una discreta collezione. Tiro fuori l’odore numero 2, l’odore di mia madre, un miscuglio acre di colori a olio, nicotina e un fondo dolciastro che viene proprio dalla sua pelle. È dolce e allo stesso tempo ha un retrogusto di oceano. Annuso la sciarpa che le ho rubato, quella che indossava quando d’inverno il riscaldamento nella dèpendance si rompeva e lei non rinunciava a dipingere. Avrebbe dipinto sotto la neve se ce ne fosse stato bisogno. Inalo profondamente, fino alla fine della gola, m’impossesso del suo odore e sono in riva al mare, posso sentire le onde che sbattono contro gli scogli e il rumore del vento che mi scompiglia i capelli. Gli occhi mi si bagnano e capisco che è il momento di riporre la sciarpa. Prendo il numero 561. Patrizio. Dolce & Gabbana uomo, dolce, intenso, un retrogusto speziato e un fondo di cannella. Ho la pancia sudata e m’ingarbuglio dentro le lenzuola stropicciate.

            Numero 799 Francesco. Nivea, pane, sole, nuda su un letto per dieci ore, a ridere, parlare, amare.

            Malinricordi.

            Buongiorno malinricordi.

            Gli odori della pelle sono solo migliaia di malinricordi in più.

            Ripongo gli odori nelle loro apposite buste, con minuziosa precisione sigillo a caldo il lato aperto.

             Numero 5. Riccardo. Ecco, Ricky so già che mi farà ridere.