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日志


3月24日

Alex Britti - Nomi

Uomini seduti in una stanza mezza vuota, mezza chiusa, certi quadri ancora appesi, altri li hanno già portati via.
Cercare un po' di luce dentro il fondo di un bicchiere e camminare lungo il fiume mentre la corrente va di testa sua.
Quante cose che ci lasciano parlare ore ed ore senza mai capire, senza mai parlare veramente... Io volevo solo un cuore che batteva e non chiedevo tutte quelle cose che mi fan tornare indietro a quando le illusioni mi coprivano talmente che neanche mi vedevo più.
Nomi... restano soltanto nomi sparsi su una agenda già dimenticata.
Nomi... come se sei steso al sole ma poi piove e non ti scalda più...
Certo che la vita a volte è strana... un po' signora, un po' ruffiana, e mi domando spesso se sto meglio adesso che lo so.
Aver la forza di ricominciare anche quando sei cosciente che sei ancora in alto mare e non ce la fai più.
Nomi... Restano ricordi vaghi, senza odore, nè calore, solo nomi.
Quanti nomi nella testa e dentro il cuore son passati...
Nomi... sono scritti su una agenda che ho cercato e che neanche trovo più.
3月9日

Da leggere quando si é incazzati con il mondo...

 
Un giorno,
veleggiando sul fiume,
passai sotto un ponte
e l'albero della barca
andò a sbattere contro un'arcata.
Sarebbe stato meglio per me
che l'albero si fosse chinato
di qualche centimetro
o che il ponte
avesse arcuato la schiena come un gatto
o che la portata del fiume
fosse un po' diminuita.
Ma nessuno fece niente
per evitare la collisione.
Ed è precisamente questa qualità,
questa stabilità di ciascuno
degli elementi interessati
che mi permette
di navigare sul fiume
di issare la vela
e di servirmi del ponte
per attraversare il fiume
quando la corrente
non è favorevole.
 
Questo rigore inflessibile
che riscontriamo
nella realtà delle cose
si scontra inevitabilmente
con i nostri desideri
e ci provoca sofferenza,
così come la durezza del suolo
è inevitabilmente dolorosa
per il bambino che cade
imparando a camminare.
Eppure quella stessa durezza
che gli fa male
è ciò che rende possibile al bambino
camminare sul terreno.
 
                     
Da "Sadhana", Robindronath Tagore.
3月3日

Secondo me questo testo è tutt'altro che banale... secondo me l'intero senso sta nell'ultima frase.... che ne pensate?

Compagno di Scuola, Venditti.
 
Davanti alla scuola tanta gente.
Otto e venti, prima campana
"e spegni quella sigaretta"
e migliaia di gambe e di occhiali
di corsa sulle scale.
Le otto e mezza, tutti in piedi
il presidente, la croce e il professore
che ti legge sempre la stessa storia
sullo stesso libro, nello stesso modo,
con le stesse parole da quarant'anni di onesta professione.
Ma le domande non hanno mai avuto
una risposta chiara.
E la Divina Commedia, sempre più commedia
al punto che ancora oggi io non so
se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito.
Ma Paolo e Francesca, quelli io me li ricordo bene
perché, ditemi, chi non si è mai innamorato
di quella del primo banco,
la più carina, la più cretina,
cretino tu, che rideva sempre
proprio quando il tuo amore aveva le stesse parole,
gli stessi respiri del libro che leggevi di nascosto
sotto il banco.
Mezzogiorno, tutto scompare,
"avanti! tutti al bar".
Dove Nietsche e Marx si davano la mano
e parlavano insieme dell'ultima festa
e del vestito nuovo, fatto apposta
e sempre di quella ragazza che filava tutti (meno che te)
e le assemblee e i cineforum i dibattiti
mai concessi allora
e le fughe vigliacche davanti al cancello
e le botte nel cortile e nel corridoio,
primi vagiti di un '68
ancora lungo da venire e troppo breve, da dimenticare!
E il tuo impegno che cresceva sempre più forte in te...
Compagno di scuola, compagno di niente
ti sei salvato dal fumo delle barricate?
Compagno di scuola, compagno per niente
ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?