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3月20日 La scatola di moganoPosa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle - Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni – i giorni, gli istanti – che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo - Tu sei matto. E per sempre lo amerà.
(Oceano mare, Alessandro Baricco)
3月5日 Oltre il giardino...E pensare di poter cambiar mestiere...
Sono ancora forte, potrei fare il giardiniere... Mentre tu mi stai guardando c'è una lacrima che scende e fa rumore,
ed io non so che cosa fare. Ma mi devo reinventare.
L'ho già fatto un tempo, e posso farlo ancora,
lavorare all'aria aperta mi rincuora... farò in modo che i colori e quel profumo, siano la mia vita nuova. Ma tu non dici una parola.
L'hai capito o no? Mi hanno mandato a casa.
Senza dirmi una parola, né una scusa...
dimmi adesso cosa faccio a 50 anni, dovrei dare quel che resta del mio culo per campare! Dunque vedi che bisogna andare via,
ce lo chiede questa nuova economia. Come questi figli, adesso, che ci chiedono perché non si può fare, perché non posso andare? Perché non so spiegare... Proverò cosi a cambiare la mia vita
perché tutto intorno cambia, ed è fatica,
riconoscere i bisogni,
quelli veri, dai fasulli che sono tanti: e sono cosi prepotenti. Ma mi vedi adesso in mezzo a questi fiori,
ho ricominciato a vivere a colori. Ma i più belli, forse, ce li ho dentro al cuore e te li posso raccontare e condiverli con te. A me piace più di prima la mia vita,
perché ridimensionata, si è pulita. Come questa pianta e questi fiori nuovi che profumano la sera, e che danno un senso nuovo. Danno un senso che non c'era ... E pensare di poter cambiare mestiere
sono ancora forte, potrei fare il giardiniere! Fabio Concato (Sanremo 2007) Quando l'ho sentita mi ha fatto venire i brividi...
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