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6月18日 Smettiamola di parlare di principi azzurri e del mondo che vorremmo... sognamo con ciò che abbiamo.Per alcuni minuti Sofia rimase in silenzio a osservare la stanza. <<Vedo che ti piace fare collezione di ciarpame e di roba vecchia >>, commentò infine. << Non esagerare. Pensa a quanti secoli di storia sono conservati in questo soggiorno. Non lo chiamerei proprio ciarpame.>> << Ti occupi di antiquariato?>> Alberto assunse un’espressione quasi triste. <Non tutti possono farsi trascinare dalla corrente della storia, Sofia. Alcuni devono fermarsi per raccogliere e conservare ciò che rimane incagliato sulle sponde del fiume.>> <<Che strano modo di esprimersi.>> <<Strano ma vero, bambina mia. Noi non viviamo soltanto nel nostro tempo: ci portiamo dietro anche la nostra storia. Tutti gli oggetti che vedi in questa stanza un tempo erano nuovi fiammanti, tienilo sempre presente. Quella bella bambola in legno del XVI secolo fu forse il regalo di compleanno per una bambina di cinque anni. Magari fu suo nonno a fabbricarla… Poi la bambina compì dieci anni, Sofia. Quindi diventò adulta e si sposò. Forse ebbe una figlia a cui regalò la bambola. Probabilmente visse a lungo, ma di colpo scomparve e non ritornerà mai più perché, in fondo, era qui soltanto per una breve visita. La sua bambola invece è là sulla mensola.>> <<Diventa tutto così triste e solenne quando lo dici in quel modo.>> <<Ma la vita è triste e solenne. Ci fanno entrare in un mondo meraviglioso, ci incontriamo, ci salutiamo e percorriamo la stessa strada per un pezzo, poi scompariamo nel medesimo modo assurdo e improvviso in cui siamo arrivati.>> <<Posso chiederti una cosa?>> <<Non giochiamo più a nascondino.>>
Il mondo di Sofia (Jostein Gaarder) 6月12日 Uva AcerbaL’inconveniente sopraggiunto, la delusione, l’insospettabile fulmine a ciel sereno. Le lunghe attese, l’incombente trepidazione, ma è vero che grandi aspettative ingannano e chi troppo abbraccia, nulla stringe. L’inconveniente sopraggiunto fu irreparabile, ma è vero che un forte sentire stordisce e l’istinto soccombe alla ragione. Non ci aspetteranno più né Parigi, né Vienna, le allegre passeggiate in quella baia del Sud… …troverai qualcun’altra a cui chiedere: portami vicino al mare… portami vicino al mare… portami vicino al mare… L’inconveniente sopraggiunto, la delusione, ma è vero che per alcune volpi l’uva è acerba… Non ci aspetteranno più né Parigi, né Vienna, le allegre passeggiate in quella baia del Sud… …e già sulla via del ritorno, solerte, sussurravi: portami vicino al mare… portami vicino al mare… portami vicino al mare… portami vicino al mare… portami vicino al mare… vicino al mare… vicino al mare… Uva Acerba, Carmen Consoli |
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