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日志


9月8日

Segretaria all'ombra del Duomo

  Carla Dondi fu Ambrogio di anni
  diciassette primo impiego stenodattilo
  all’ombra del Duomo

Sollecitudine e amore, amore ci vuole al lavoro
sia svelta, sorrida e impari le lingue
le lingue qui dentro le lingue oggigiorno
capisce dove si trova? TRANSOCEAN LIMITED
qui tutto il mondo…
                               è certo che sarà orgogliosa.

Signorina, noi siamo abbonati
alle Pulizie Generali, due volte
la settimana, ma il signor Praték è molto
esigente - amore al lavoro è amore all’ambiente- così
nello sgabuzzino lei trova la scopa e il piumino
sarà sua prima cura la mattina.

UFFICIO A UFFICIO B UFFICIO C

   Perché non mangi? Adesso che lavori ne hai bisogno
               adesso che lavori ne hai diritto
                                                               molto di più.

   S’è lavata nel bagno e poi nel letto
   s’è accarezzata tutta quella sera.

Non le mancava niente, c’era tutta
come la sera prima - pure con le mani e la bocca
si cerca si tocca si strofina, ha una voglia
di piangere di compatirsi
                                       ma senza fantasia
come può immaginare di commuoversi?

   Tira il collo all’indietro ed ecco tutto.

  

                                       II

 

   All’Ombra del Duomo, di un fianco del Duomo

   i segni colorati dei semafori le polveri idriz elettriche

   mobili sulle facciate del vecchio casermone d’angolo

   fra l’infelice corso Vittorio Emanuele e Camposanto,

   Santa Radegonda, Odeon bar cinema e Teatro

   un casermone sinistrato e cadente che sarà la Rinascente

   cento targhe d’ottone come quella

   TRANSOCEAN LIMITED IMPORT EXPORT COMPANY

   Le nove di mattina al 3 febbraio.

 

La civiltà si è trasferita al nord

come è nata nel sud, per via del clima,

quante energie distilla alla mattina

il tempo di febbraio, qui in città?

 

   Carla spiuma i mobili

   Aldo Lavagnino coi codici traduce telegrammi night letters

   una signora bianca ha cominciato i calcoli

   sulla calcolatrice svedese.

 

Sono momenti belli: c’è silenzio

e il ritmo di un polmone, se guardi dai cristalli

quella gente che marcia al suo lavoro

diritta interessata necessaria

che ha tanto fiato caldo nella bocca

quando dice buongiorno

                                       è questa che decide

   e son dei loro

             non c’è altro da dire.

 

   E questo cielo contemporaneo

   in alto, tira su la schiena, in alto ma non tanto

   questo cielo colore lamiera

 

sulla piazza a Sesto a Cinisello alla Bovina

sopra tutti i tranvieri ai capolinea

 

   non prolunga all’infinito

   i fianchi le guglie i grattacieli i capannoni Pirelli

   coperti di lamiera?

 

   È nostro questo cielo d’acciaio che non finge

   Eden e non concede smarrimenti,

   è nostro ed è morale il cielo

   che non promette scampo alla terra,

   proprio perché sulla terra non c’è

   scampo da noi nella vita.

 

 

 

                           

                                                Da “La ragazza  Carla”, Elio Pagliarani.